“Affari&Finanza” intervista Starace

Published on mercoledì, 12 dicembre 2018

“Accelerazione sulle fonti rinnovabili e 450mila punti di ricarica per auto elettriche entro il 2021: il futuro è già qui”

– Francesco Starace, Enel CEO

Nello specifico in Italia sono previsti 28mila punti di ricarica entro il 2022, con un investimento di circa 300milioni di euro, in Spagna altri 8.500 e in Romania 2.500. Punti pubblici, ma c’è anche l’aspetto privato. “Chi compra un'auto oggi può comprare anche il punto-ricarica da mettere in garage o nel box: per ora un'auto su due è venduta con questo sistema” sottolinea Francesco Starace ipotizzando un totale di 450mila punti ricarica tra pubblici e privati. Enel sta studiando piani anche nelle grandi città latinoamericane dove il gruppo distribuisce elettricità e in Russia. “Ci hanno chiesto di mettere colonnine a Murmansk, per rifornire i norvegesi che arrivano da loro in macchina”.

Il gruppo si afferma quindi sempre più come protagonista della transizione verso la mobilità elettrica anche a livello internazionale. "È una rivoluzione, ma non è una novità in assoluto – specifica Francesco Starace. “L'elettricità alimentava già i filobus e i tram, i treni sono elettrici. Ora però ci sono anche le vetture, e questo si è un cambiamento epocale. Il tasso di rumore sarà inferiore, si inquina di meno, cambia l'esperienza di guida che diventa più divertente”. Ma l’AD osserva anche come al pari di ogni rivoluzione si debba fare attenzione “a chi ci guadagna e a chi invece rischia”; complessivamente la società beneficerà di questa transizione ma “è necessario assicurare che tali benefici vengano condivisi da tutti e che nessuno rimanga indietro”.

Nell’intervista l’AD Francesco Starace spiega anche come il Gruppo si stia impegnando per superare alcune criticità che oggi potrebbero ostacolarne la diffusione. Su tutte l’autonomia delle batterie: “Oggi i modelli di auto di punta, medio-grandi, dichiarano un’autonomia di 500 km. Avremo presto un’autonomia di 1.000 km”. E il prezzo di acquisto dell’auto. “Oggi sono più care perché sono quasi un prodotto artigianale. Ma se i numeri diventano rilevanti la proporzione si inverte. È successo così per i pannelli solari e per i telefonini. Perché una macchina elettrica in assoluto prodotta a ritmi industriali costa meno delle altre ed è conveniente nella manutenzione. Le case lo hanno capito. L'auto elettrica sarà più democratica. E potrà anche far guadagnare".

Infine Francesco Starace evidenzia come il mercato riconosca gli sforzi del gruppo in questo ambito: “Ha visto che noi guardiamo avanti, giudica positivamente la nostra trasformazione industriale perché ha capito che non si tratta di una velleità ma di un approccio che ci fa guadagnare. Tutto quello che facciamo nella nostra attività rivolta al futuro e all'innovazione migliora i conti della società e il suo valore: per questo ci premiano”.

Redazione Enel