Il Messaggero intervista Francesco Starace

Published on domenica, 3 marzo 2019

“La rivoluzione verde dell'Enel cambierà la vita degli italiani”

– Francesco Starace, Enel CEO

Nell’intervista, Francesco Starace ripercorre i dieci anni di attività di Enel Green Power, celebrati a dicembre 2018: “Quando siamo partiti c'era timore di essere in ritardo rispetto alle imprese più piccole che, attratte dagli incentivi, avevano colto da subito l'opportunità. Noi ci siamo mossi su un'altra strada, senza puntare sui sussidi ma con una visione di lungo termine”. Una scelta che nel tempo si è rivelata vincente: “Per esperienza sapevamo che prima o poi l'onda degli incentivi avrebbe esaurito la carica, mettendo in difficoltà molte iniziative. Sicché abbiamo preferito partire dove i sussidi non c'erano, in Paesi che erano terreno vergine guardando a tre elementi determinanti: risorse naturali abbondanti, quadro regolatorio stabile, crescita economica e demografica”. Qualche perplessità iniziale da parte degli investitori, ma alla fine “abbiamo avuto ragione perché, venuti meno gli incentivi, ci siamo trovati molto più avanti degli altri”.

 

Oggi, osserva Francesco Starace, in Italia le rinnovabili rappresentano ormai il 40% della produzione nazionale di energia. Ed entro 10-15 anni soppianteranno totalmente l'energia da fossile. Un cambiamento epocale, destinato a modificare profondamente le nostre vite: “La decarbonizzazione apre il mondo dell'energia a scenari nuovi, non solo dal punto di vista del business ma anche del modo di vivere, consumare e produrre. Enel ha avuto la lungimiranza di comprendere il ruolo centrale delle rinnovabili, tanto che nel 2021 rappresenteranno più del 50% della produzione totale del Gruppo rispetto al 38% di oggi”. Le parole dell’AD trovano conferma nei risultati. Enel ha chiuso il 2018 con circa 3 Gigawatt di nuova capacità installata e nel 2020 raggiungerà 4,4 Gigawatt: per l’AD “numeri record che nessuno al mondo può vantare”.

Ma l’impegno di Enel sul fronte della sostenibilità non si esaurisce con le rinnovabili. Grande attenzione anche alla mobilità elettrica, settore su cui il gruppo scommette da tempo: “Entro il 2022 avremo installato in Italia 28mila punti di ricarica pubblici. Ciò è in sintonia con il processo di digitalizzazione delle reti di distribuzione che con un investimento di 5,4 miliardi consentirà di raggiungere nel 2021 un totale di 46,9 milioni di contatori intelligenti installati a livello globale sulle nostre reti”. Insomma, Enel lavora di continuo per imprimere alla transizione energetica una accelerazione sempre più forte, prendendo in considerazione non solo le opportunità derivanti ma anche i rischi. La parola d’ordine infatti è “sviluppo inclusivo”, come sottolinea Francesco Starace: “Il nostro compito è di offrire un mondo più facile e persino più felice. Ma quando si compiono questi salti epocali, non possiamo ignorare che c'è chi resta indietro. È esaltante parlare dei benefici dell'energia rinnovabile o della digitalizzazione, ma poi c'è chi a seguito di queste profonde trasformazioni potrebbe perdere il posto di lavoro. Possiamo forse ignorarli? No, dobbiamo pensare anche al loro futuro. Ecco cosa significa sviluppo inclusivo”. Proprio in questa ottica è nato “Futur-e”, il progetto per la riconversione delle centrali elettriche Enel in Italia non più attive: la loro chiusura, osserva l’AD, “non ha conseguenze sul piano occupazionale per i dipendenti coinvolti, perché sono già stati o saranno ricollocati all'interno del Gruppo. Inoltre, per questi siti Enel ha varato un processo di riqualificazione verso altri utilizzi, con la prospettiva, d'intesa con gli enti locali, di creare nuove opportunità per i territori e nuovi posti di lavoro”.

Redazione Enel