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Coronavirus: “Avvenire” intervista Starace

Starace: eliminare il superfluo per garantire il servizio. Si punta sulle rinnovabili
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Il rilancio per molti governi ed economie passerà dal rinnovo in chiave ecologica del sistema energetico. Lo auspica Francesco Starace in un’intervista pubblicata lo scorso 5 aprile su “Avvenire” in cui analizza le ripercussioni dell’emergenza Coronavirus per Enel e, più in generale, per il settore. “Abbiamo capito dall’inizio che non sarebbe stata una crisi di 15 giorni, in Italia come in Spagna, Russia, Sudamerica e in tutti i mercati dove operiamo” spiega l’AD. Il Gruppo si è trovato davanti a una doppia sfida: riorganizzare le attività in modo che ogni dipendente possa lavorare in estrema sicurezza e garantire la continuità del servizio ai cittadini. “Avevamo un po’ di esperienza di smart working ma si è trattato di entrare in un’altra dimensione. Siamo partiti spostando sul lavoro da casa tutti coloro che potevano svolgere le attività da remoto, prima in Italia, Europa e Stati Uniti, poi in Sudamerica”: ora sono più di 37mila le persone che lavorano da remoto. E per gli addetti chiamati ad operare su reti e centrali, per i quali è impossibile lavorare a distanza, sono state tempestivamente attivate misure per limitare al minimo le occasioni di contagio e far sì che il sistema possa funzionare senza problemi: “Altri ancora sono a casa in standby, pronti ad attivarsi in caso di necessità”.

Ci siamo concentrati sull’essenziale, mantenere il servizio tagliando tutto il superfluo. E siamo pronti ad accelerare sulle rinnovabili

Francesco Starace, Enel CEO

Un’esperienza “importante” per Enel, chiamata a fronteggiare in queste settimane anche il calo dei consumi, scesi tra il 20 e il 30%, e il conseguente aumento della domanda domestica: “Il sistema regge, ci scambiamo dieci volte il volume di dati rispetto a prima. Abbiamo costruito un sistema di reporting in tempo reale dei parametri operativi fondamentali: consumo di energia, numero di clienti, protezione delle centrali, guasti sulla rete. Questi indicatori ci dicono che Enel sta funzionando bene, in tutti i Paesi in cui lavoriamo il sistema elettrico ha reagito a un cambiamento pazzesco nel modo di funzionare”. Il Gruppo quindi, come sottolinea Francesco Starace, ha deciso di concentrarsi sull’essenziale e di mantenere il servizio, posticipando le attività non urgenti: “Alcuni investimenti, come il cambio dei contatori, sono rinviati. In questo modo salvaguardiamo i risultati a breve termine”.

Nell’intervista, l’AD riflette inoltre sui possibili cambiamenti per il settore energetico: il crollo delle quotazioni del petrolio sta portando molte compagnie che lavorano sugli idrocarburi a tagliare gli investimenti. Ne beneficerà quindi il settore delle rinnovabili? “Noi abbiamo imboccato questa strada da tempo e siccome questa scelta si è rivelata corretta, perché le rinnovabili sono sempre più competitive, acceleriamo lungo il nostro percorso” specifica Francesco Starace. Secondo l’AD di Enel l’emergenza non dovrebbe ripercuotersi sugli sforzi che le grandi aziende stanno compiendo per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite: “Con il Covid-19 emerge in modo molto forte come siamo tutti legati, tutti interdipendenti. Quello che succede in un Paese ha ripercussioni sugli altri come nel caso di questa pandemia mondiale, non c’è lezione migliore di sostenibilità planetaria”. Non solo: “Penso anche che il mondo finanziario cavalcherà con ancora più determinazione la sostenibilità a crisi finita, perché ha bisogno di trovare un appoggio solido”.

L’emergenza dunque, pur nella sua negatività, può anche insegnare qualcosa: “Tutti quanti, più o meno consciamente, stiamo facendo un corso intensivo di digitalizzazione e stiamo imparando molte cose sul nostro lavoro e sulle possibilità di essere più efficienti grazie alla tecnologia”. Un salto in avanti “di 2 o 3 anni come rapporto con il digitale” osserva Francesco Starace. “Personalmente ho scoperto anche che il digitale aiuta ad ascoltare di più, ad avere più attenzione. Negli incontri personali a volte prevale chi è più estroverso, chi parla più forte, il digitale mitiga questi aspetti e consente a tutti di farsi sentire”: l’ascolto, un valore da mantenere anche quando saremo tornati alla normalità.

Redazione Enel 

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