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Starace: pandemia e transizione energetica

Starace ad “Affari&Finanza”: il mondo energetico dopo il Coronavirus
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Nonostante il rallentamento dell'economia globale e il crollo della domanda dell’energia, la pandemia non fermerà il processo di transizione energetica verso le rinnovabili e la green economy. Lo sostiene l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel Francesco Starace, intervistato da “Affari&Finanza” lo scorso 29 giugno: “Ritengo che il fattore prezzo sia sempre meno importante quando si parla di un futuro elettrico. La trasformazione del settore non passa dalla materia prima ma dalla tecnologia: ci vorrà ancora qualche anno, ma la sua capacità di migliorarsi e di ridurre i costi è slegata dai prezzi dei combustibili”.

 

Lo scoppio della pandemia ha quindi accelerato un processo già in corso: la domanda che dobbiamo farci, secondo Francesco Starace, è se basterà a salvare il mondo. “No, perché l'Europa da sola non può bastare” risponde l’AD di Enel: “La Commissione si sta muovendo bene, perché il Green Deal è accoppiato al Just Transition Fund, che mette a disposizione risorse per disinnescare le resistenze alla transizione energetica, a cui vanno aggiunte quelle altrettanto fondamentali per la digitalizzazione”. E anche il mondo sembra andare in questa direzione: negli Stati Uniti dopo 134 anni le rinnovabili hanno superato per la prima volta il carbone per energia consumata e “la Cina ha avviato uno dei più intensi piani di decarbonizzazione delle città, seguita dall'India”.

Fondamentale per accelerare la transizione sarà la tecnologia delle batterie: “Le batterie da qui in avanti saranno una fonte continua di innovazione, scoperte e nuove possibilità, Ma saranno strettamente connesse alle reti sempre più digitalizzate e ai sistemi elettrici”. L'Italia, come spiega l’AD di Enel, ha la maggiore rete digitalizzata d'Europa “e quando sarà completata la sostituzione dei contatori elettronici con quelli di seconda generazione e potranno essere utilizzati al meglio, tutto il sistema farà un salto quantico di cui ora non ci si può rendere conto”.

Ci stiamo impegnando al massimo per garantire una transizione energetica giusta, gestendo l’importante eredità industriale che abbiamo e guardando al futuro

Francesco Starace, Enel CEO

In questo contesto l’importante, come sottolinea Francesco Starace, è procedere per gradi e dare tempo alle tecnologie di evolvere perché “non si può fare tutto insieme e farlo anche bene”: molti aspetti saranno ancor più chiari solo “dopo che avremo decine di milioni di auto elettriche e avremo trasformato le flotte dei bus e camion in modo che smettano di utilizzare anche il gas metano, che comunque emette particolati”. Sarà quindi possibile capire, ad esempio, “a quale fonte di energia si potrà accoppiare l'elettrico oppure se l'idrogeno potrà sostituire il cherosene o il gasolio”. Non si tratta però di un ritorno al passato: l’idrogeno, chiarisce l’AD di Enel, “non è una fonte di energia, ma un modo per immagazzinarla, e se la può giocare con altri”. Dunque per essere competitivo e poter partecipare alla transizione “deve ripulirsi dalla pesante impronta del carbonio, visto che l'attuale produzione da gas e carbone ha emissioni pari a quelle di Gran Bretagna e lndonesia messe insieme”. Se, invece, lo si produce per elettrolisi da impianti rinnovabili “ovviamente va bene, ma occorre che i costi scendano di un fattore 6 o anche 7 nell'arco dei prossimi cinque-dieci anni”.

 

Francesco Starace analizza infine i possibili effetti della pandemia sugli equilibri geopolitici, anche in relazione al crollo del prezzo del gas: “Anche qui credo che possano essere dinamiche in qualche modo slegate dai prezzi man mano che le tecnologie green si evolvono e si impongono. Il consumo di gas in Italia scende anno dopo anno e la tendenza non potrà che confermarsi con la crescita delle rinnovabili. Ormai lo vedo come un tema marginale. Certo, ancora per qualche tempo dobbiamo comprarlo da qualcuno. Ma ne avremo bisogno sempre di meno”. Non c’è quindi bisogno, come sistema paese, di nuove infrastrutture? “Rispetto a Spagna o Francia abbiamo un minor numero di rigassificatori. Ma con la scarsità di domanda di gas e con l'evoluzione del settore sono necessari nuovi investimenti? Altra domanda che dobbiamo porci: siamo sicuri che le rinnovabili copriranno il 100 per cento della domanda di energia?” osserva l’AD di Enel evidenziando come “forse ci sarebbe spazio per un altro rigassificatore, così nel caso di bisogno saremmo autonomi dalla schiavitù dei collegamenti via tubo e mai in difficoltà nell'approvvigionamento vista la instabilità geopolitica che ci circonda”.

 

 

Redazione Enel

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