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Francesco Starace: lo studio “Circular Europe”

Da Cernobbio l’AD Starace rimarca l’importanza di dedicarsi alla circolarità
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La Circular Economy genera importanti benefici in termini di Pil, occupazione, investimenti e produttività del lavoro, oltre a impattare positivamente sull’ambiente. Lo dice lo studio “Circular Europe. Come gestire con successo la transizione da un mondo lineare a uno circolare”, realizzato da Fondazione Enel e The European House - Ambrosetti in collaborazione con Enel e Enel X. “L’innovazione è benzina per l’Economia Circolare: lo sforzo di Enel è mettere insieme innovazione e sostenibilità” ha sottolineato in merito l’AD e DG di Enel Francesco Starace lo scorso 5 settembre nel presentare i risultati dello studio a Cernobbio. Numeri che dicono come il recente Green Deal europeo e il relativo Circular Economy Action Plan contribuiscano significativamente a sviluppare una visione positiva e di lungo periodo per il futuro dell’Unione Europea.

 

Lo studio analizza infatti lo stato dell’arte dell’Economia Circolare in Europa (27 Paesi dell’Unione Europea e Regno Unito) e in Italia, Romania e Spagna, avvalendosi di un innovativo modello di analisi, il Circular Economy Scoreboard, che prende in considerazione tutte le macro-dimensioni del fenomeno: utilizzo di input sostenibili, fine vita, estensione della vita utile di prodotti/servizi e aumento dell’intensità di utilizzo. “Puntare allo sviluppo di un’Economia Circolare rappresenta una straordinaria opportunità per rendere l’Europa più competitiva, modernizzandone l’economia, rivitalizzando l’industria e creando al contempo occupazione attraverso una crescita sostenibile e duratura” ha osservato in merito l’AD Francesco Starace commentandone i risultati.

Puntare allo sviluppo di un’Economia Circolare rappresenta una straordinaria opportunità per rendere l’Europa più competitiva, modernizzandone l’economia, rivitalizzando l’industria e creando al contempo occupazione attraverso una crescita sostenibile e duratura

Francesco Starace, Enel CEO

Qualche numero: nell’Unione Europea, l’Economia Circolare è correlata a 300-380 miliardi di euro di Prodotto Interno Lordo, 90-110 miliardi di euro di investimenti e fino a 2,5 milioni di posti di lavoro nel 2018. Lo studio rileva come oggi l’Europa mostri risultati eterogenei in termini di transizione verso l’Economia Circolare: il livello di sviluppo per l’Italia e la Spagna è medio-alto, mentre la Romania si colloca agli ultimi posti della classifica. Ma negli ultimi cinque anni, arco temporale di riferimento per lo studio, quella a mostrare il miglioramento più elevato è proprio la Romania: la Spagna registra un progresso intermedio mentre l’Italia si è mossa più lentamente nella transizione verso un modello circolare.

 

Nel suo intervento l’AD ha quindi invitato a una maggior attenzione, anche da parte della politica, sui temi della circolarità. “In questo contesto, la crescente penetrazione delle fonti rinnovabili, unitamente al maggiore ricorso al vettore elettrico nei consumi finali, è in grado di amplificare le opportunità derivanti dall’Economia Circolare e rappresenta il modo più efficiente per decarbonizzare l’economia e la società in cui viviamo”, ha evidenziato infine Francesco Starace rimarcandone il valore.

 

 

Redazione Enel

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