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Starace: l’intervista a “Molto Economia”

L’AD di Enel racconta l’anno della pandemia e gli obiettivi da raggiungere nei prossimi anni

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I traguardi raggiunti sul fronte della transizione energetica, l’impegno per un futuro più sostenibile e inclusivo, le sfide della pandemia. Intervistato da “Molto Economia”, l’AD e DG Francesco Starace ha ripercorso il 2020 di Enel parlando della performance del Gruppo anche in relazione ai prossimi obiettivi che si è posto: nell’anno della pandemia il suo valore in Borsa è cresciuto di dieci miliardi arrivando a tagliare il traguardo dei 90 miliardi. Risultati che ne consolidano la leadership nella classifica delle big europee per capitalizzazione e il secondo posto su scala mondiale tra le società del settore. E che attestano ulteriormente l’efficacia di una strategia che, ponendo la sostenibilità al centro e integrandola nel proprio modello di business, ha precorso i tempi.

Oggi secondo Francesco Starace la sostenibilità è “l’unica strada per orientare positivamente scelte che riguardano il presente e il futuro; da qui dobbiamo ripartire per dare risposte concrete alle nuove generazioni”. L’emergenza causata dalla pandemiaci ha fatto fare un vero salto nel futuro, proiettandoci tra 5-10 anni”, ha spiegato l’AD nell’intervista sottolineando come il 2020 per Enel sia stato “un anno record per l’installazione del fotovoltaico”. E ha svelato definitivamente limiti e rischi legati ai vecchi modelli di sviluppo: “Per generare valore nel lungo termine è necessaria una visione che metta la sostenibilità al centro delle attività umane. Si tratta di un modello sperimentato per anni con successo. E dovrebbe diffondersi sempre di più, visto che può far bene, al tempo stesso, all’ambiente, alle aziende, alle persone e alle comunità”. Non a caso “il record della capitalizzazione di Enel non è che il riconoscimento della solidità di una strategia che integra la sostenibilità nel modello di business”.

La sostenibilità è l’unica strada per orientare positivamente scelte che riguardano il presente e il futuro; da qui dobbiamo ripartire per dare risposte concrete alle nuove generazioni.

Francesco Starace, Enel CEO

Non esiste una contrapposizione tra competitività e sostenibilità”, ha precisato in merito Francesco Starace: “Anzi, è proprio l’adozione di strategie sostenibili a rendere le aziende più competitive perché meno esposte a rischi e quindi con una maggiore solidità nel lungo termine”. Per soddisfare il bisogno di stabilità che i mercati richiedono in un momento di incertezza come questo “abbiamo lanciato, primi al mondo, emissioni obbligazionarie SDG-linked, basate su un approccio che combina la performance in tema di sostenibilità con l’emissione di titoli, segnalando agli obbligazionisti l’impatto degli investimenti sulla strategia della società”. In questa ottica è stato inoltre pubblicato il primo Sustainability-linked financing frameworkin cui descriviamo il legame con la sostenibilità degli strumenti utilizzati”.

Iniziative che aiutano a ben sperare anche per il raggiungimento di quelli che l’AD di Enel ha definito “obiettivi sfidanti”: l’uscita dal carbone in Italia entro il 2025 e nel mondo entro il 2027, sostituito da fotovoltaico, eolico, idroelettrico e geotermia. L’aumento della produzione da rinnovabili all’80% entro dieci anni (oggi è al 54%). Lo sviluppo di batterie, ibridizzazione e idrogeno verde ad accompagnare la capacità installata da fonti verdi, da triplicare entro il 2030. E la “riduzione dell’80% delle emissioni di gas a effetto serra per kWh entro il 2030, rispetto al 2017, per raggiungere lo zero emissioni ne 2050”. Enel ha le idee ben precise in merito: si raggiungono questi traguardi “aumentando le rinnovabili nel mix di generazione, favorendo il cambiamento con reti affidabili, digitalizzate e resilienti e lavorando con i clienti per l’efficienza energetica e l’elettrificazione dei consumi finali”. E investendo: dai trasporti agli edifici, fino all’industria. Il Gruppo italiano, come annunciato lo scorso novembre dall’AD Francesco Starace, ha previsto investimenti diretti per 160 miliardi di euro al 2030: di questi circa 39 sono stati inclusi nel Piano 2021-2023 (14 in Italia). Ma il Recovery potrà attivarne altri 25, con un effetto leva da 78 miliardi sul Pil e 108mila nuovi posti di lavoro.

Abbiamo un mondo che vuole fare, la grande politica ha capito e ora, grazie al Recovery, abbiamo anche i denari”, ha evidenziato l’AD di Enel: “Il Recovery dà l’opportunità di procedere su una strada diversa da quella attuale. Altrimenti non avrebbe senso. Vale perciò la pena investire per far affermare tecnologie capaci di ridurre il prezzo dell’idrogeno verde, cioè il futuro”. Serve però l’impegno di tutti e, in tal senso, sul fronte della burocrazia, è indispensabile una semplificazione: “La strada verso la decarbonizzazione richiede strumenti amministrativi più adatti alla velocità e alla dimensione dello sforzo che vogliamo mettere in atto”.

Redazione Enel

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