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Recovery Plan: Francesco Starace a “Il Sole 24 Ore”

Starace: le sfide del futuro riguardano il Recovery Plan, la mobilità sostenibile e le rinnovabili.

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Priorità alle opere cantierabili: intervistato lo scorso 18 marzo da "Il Sole 24 Ore", l'AD e DG di Enel Francesco Starace ha parlato delle sfide che il Paese ha davanti nei prossimi mesi. Tra queste il Recovery Plan: "L'attuale governo ha una grande consapevolezza della differenza di velocità di realizzazione delle varie tipologie di progetti del Pnrr". Secondo l'AD si tratta di "riordinare, asciugare e prioritizzare il materiale che esiste": in quest'ottica diventa fondamentale "ristabilire un ordine ben definito tra gli impegni che si possono assumere nell'immediato", finanziabili dunque con risorse che possono essere chieste e spese già nel 2021/22, differenziandoli "da progetti che hanno bisogno di tempo per essere attuati".

La mobilità elettrica e l'implementazione di infrastrutture di ricarica, così come lo sviluppo delle energie rinnovabili sono ambiti su cui si sta già investendo e dunque si prestano a un'ulteriore accelerazione, sostenuta opportunamente anche da interventi di semplificazione burocratica. In particolare, come ha precisato nell'intervista l'AD Francesco Starace, nel settore delle energie green "esiste una base industriale forte, un numero di sviluppatori straordinario che ora sono frustrati dalla lentezza; in questo caso si tratta di eliminare vincoli e non di stimolare l'offerta di progetti". La domanda manca invece in un altro settore cruciale per il Pnrr: il Trasporto pubblico locale (Tpl) e nello specifico la sostituzione degli autobus con mezzi elettrici meno inquinanti. In Italia sono circa 60 mila e a farsene carico sono le singole amministrazioni, ma "senza un input del governo la domanda, e cioè la spinta che muove gli investitori, non partirà mai"

“Il mondo finanziario chiede che siano adottati i criteri di sostenibilità. L'Europa può fare da propulsore con altri Paesi”

Francesco Starace, Enel CEO

In questa prospettiva "abbiamo proposto al nuovo governo di inserire un obiettivo vincolante nel Pnrr: come ad esempio dei target di percentuale del parco circolante in elettrico": secondo quanto evidenziato da Francesco Starace "se un imprenditore sa che nell'arco di dieci anni andranno cambiati 10-20 mila autobus è motivato a investire". È il classico "business case": "C'è ora una grande opportunità per far crescere un'industria e una filiera: in Europa non esiste un'industria di autobus elettrici. Il campo è quindi aperto a chi fornisce un indirizzo di politica industriale più chiaro e più a lungo termine".

Un altro settore indicato dall'AD di Enel è quello dell'industria europea dei pannelli fotovoltaici: "La nostra fabbrica di Catania (3Sun, produce pannelli bifacciali innovativi, ndr), che oggi ha una capacità produttiva di 200 megawatt all'anno, è la più grande in Europa. Con l'accelerazione del Recovery Plan possiamo portare la produzione fino a 3mila megawatt, dei quali più della metà soddisferà il fabbisogno del nostro gruppo a livello globale. Ci vuole il coraggio di sviluppare questa imprenditorialità". Secondo Francesco Starace dunque l'Europa farebbe bene a sostenere questo processo: "Dopo tutto quello che è successo nel 2020, penso che si debba cominciare a ragionare sul fatto che un certo tipo di produzioni strategiche è bene averle nella Ue".

L'Europa possiede un profilo di sostenibilità sociale e ambientale tra i più elevati al mondo, una leva competitiva che dovrebbe far valere di più a livello internazionale: "Il mondo finanziario chiede che siano adottati i criteri di sostenibilità. L'Europa può fare da propulsore con altri Paesi; ad esempio, per disincentivare il lavoro minorile nelle miniere o frenare il disastro ambientale in Amazzonia. Può usare strumenti simili ai carbon border adjustment (una sorta di tassa sui prodotti extraUe realizzati con sistemi che producono carbonio, ndr) sui quali si sta ragionando ora a Bruxelles". Anche nell'High Level Dialogue, lanciato dall'Onu in vista della Cop26 di dicembre a Glasgow, sono "troppo pochi" i Paesi europei a farne parte: "E questo secondo me dipende dalla coscienza che ogni Paese ha di sé. L'Italia dovrebbe avere un ruolo in questo consesso considerato il suo percorso nella sostenibilità. Sarebbe un'occasione persa".

 

Redazione Enel

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