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La grande transizione: l’intervento di Francesco Starace

Secondo l’AD di Enel Francesco Starace “i prossimi dieci anni saranno cruciali per l’umanità”

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È il decennio delle rinnovabili ma “bisogna fare presto”. È il messaggio lanciato dall’AD di Enel Francesco Starace lo scorso 18 settembre intervenendo al convegno nazionale organizzato dalla Fondazione dei Cavalieri del lavoro: “La grande transizione” è il tema su cui quest’anno si è concentrato il dibattito.

“Dobbiamo agire subito perché è scattato l’allarme rosso per l’umanità e i prossimi dieci anni saranno cruciali. La strada è una sola ed è già segnata: elettrificazione, rinnovabili e batterie”

Francesco Starace, Enel CEO

Sono un ingegnere nucleare e come AD di Enel ho testato una ad una tutte le tecnologie di generazione elettrica possibili. Ma non possiamo restare a metà strada fra la nostalgia del passato e la speranza nella fantascienza”: necessario quindi è “agire subito perché l’allarme rosso per l’umanità è scattato e i prossimi dieci anni saranno cruciali”. La strada per Francesco Starace è “una sola ed è già segnata: elettrificazione, rinnovabili e batterie”.

Nel corso del suo intervento l’AD di Enel ha rimarcato inoltre come finalmente ambiente ed economia convergano. Parole che trovano conferma nello scenario delineato pochi minuti prima dal Premio Nobel per l’Economia Michael Spence: le fonti rinnovabili sono tecnologicamente mature ed economicamente sostenibili per cui “la transizione non è un problema tecnologico né un problema economico, ma solo un problema politico”. Si è perso troppo tempo “a studiare anziché a fare”.

Mai come ora quindi è fondamentale una governance forte della transizione, che sappia scaricare a terra consenso, velocità e semplificazione amministrativa: per l’AD Francesco Starace non si tratta più solo di un auspicio, ma di una vera e propria necessità. Siamo davanti a una sfida cruciale, quella della decarbonizzazione. E il decennio che stiamo attraversando è decisivo: “Se non si argina in Europa e negli Stati Uniti la crescita delle emissioni globali non possiamo aspettare che lo facciano gli altri. Tocca a noi portare questo peso nei prossimi dieci anni. Siamo tra l’altro quelli che hanno la più grande responsabilità: se si guarda l’accumulato di CO2 all’interno dell’atmosfera il 25% delle emissioni sono attribuibili agli Usa e il 23% all’Europa, la Cina 13% e India il 3%. Posto che è conveniente farlo, più presto lo facciamo meglio stiamo. È conveniente e fa bene alla comunità, quindi facciamo presto”.

 

Redazione Enel