• {{searchSuggestions.title}}

Francesco Starace: Enel investe nel futuro

L’intervista dell’AD e DG Francesco Starace è su “La Repubblica”: si parla di mobilità sostenibile, digitale ed emissioni zero

{{item.title}}

Parla dei mondi “ancora inesplorati” dell’elettricità e delle “grandi opportunità per i nostri clienti e per Enel” l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Francesco Starace nell’intervista a “La Repubblica” dello scorso 13 gennaio. La mobilità in primis: “Siamo partiti quattro anni fa con l'idea di mettere un'infrastruttura di ricarica pubblica in Italia e adesso a livello globale siamo a poco meno di 20 mila punti di ricarica pubblica e con quelli privati arriviamo a 150 mila. Ma questi punti nel 2030 arriveranno a quattro milioni”. Per chi ha un’auto elettrica quindi un mondo di servizi ma si aprono anche possibilità di nuovi business: “Ad esempio quello di mettere la batteria dell'auto, quando non è utilizzata, a disposizione della rete elettrica, che ha sempre più bisogno proprio di batterie per essere bilanciata. Su questo fronte lanceremo sul mercato una società dedicata proprio a questo grande mondo nuovo che vedrà la luce nei prossimi mesi per essere poi messa sul mercato a livello mondiale”.

E questo, come spiega Francesco Starace, si può fare solo grazie al digitale, fondamentale per consentire alle reti di riuscire a gestire in modo intelligente domanda e offerta: “Sulla rete c’è necessità di essere flessibili, perché la domanda è volatile e le rinnovabili non hanno un andamento produttivo costante. Nel mondo oggi abbiamo poco meno di 8 mila MW di gestione attiva della domanda da parte di clienti industriali che stanno nel nostro sistema e che quando la rete ha bisogno di più elettricità possono staccare il proprio carico dalla rete stessa ed essere ricompensati per la loro disponibilità”. Un’opportunità, essere pagati per non consumare in certi momenti, inimmaginabile fino a pochi anni fa e ora invece “è una parte importante del nostro business, che ci consente anche di entrare in Paesi come la Corea, il Giappone, la Polonia, l'Inghilterra e l'Irlanda”. E porterà alla nascita di una nuova realtà: “Solo fornendo i contatori digitali a noi stessi, con 70 milioni di clienti nel mondo, siamo diventati il secondo operatore globale nel settore. Gridspertise, così si chiama la nuova società, partirà nel 2022 come società separata per valorizzare e mettere servizi a disposizione di tutti i clienti nel mondo. Avrà un partner industriale già quest'anno e per il 2023 prevediamo la quotazione, così come verrà quotata anche la nuova realtà nata dalla scissione di Enel X che si occupa di ricarica delle auto elettriche”.

“Vogliamo arrivare a zero emissioni nel 2040. Cambiare non è un costo bensì investimento sul futuro”

Francesco Starace, Enel CEO

Nell’intervista l’AD Francesco Starace parla anche dell’obiettivo emissioni zero, anticipato al 2040: “La data del 2040 l'abbiamo fissata a ragion veduta dal punto di vista economico e con una convenienza doppia: in primo luogo si abbattono i costi della produzione di energia spostandosi sulle rinnovabili; poi si elimina la dipendenza dalle fonti fossili, che come stiamo vedendo anche in questi mesi hanno prezzi molto volatili”. Non solo: “Smetteremo di emettere C02, cosa che fa bene a tutti, visto che ci siamo impegnati a essere a emissioni zero e non a emissioni nette zero. Cosa vuol dire nette? Qui spesso c'è poca trasparenza e spazio per confusione. Insomma, questo passaggio ci conviene sotto ogni profilo: il costo non è farlo, ma sarebbe non farlo”.

Ma secondo l’AD di Enel c’è una “certa confusione semantica” anche quando si parla di allarme per i costi della transizione: “Attuarla è conveniente e quello che si affronta oggi non è un costo, ma un investimento sul futuro. Nel 2019 abbiamo fatto uno studio con Ambrosetti che mostra come in Italia la transizione vale fino a 23 miliardi di euro, con un numero netto di posti di lavoro creati che va da 100 a 170 mila. Poi è chiaro che, come accade per ogni svolta tecnologica, c'è chi si adatta prima e chi invece non riesce o non vuole adattarsi e rischia di scomparire”. In merito Francesco Starace ricorda come nel piano industriale di Enel da qui al 2030 siano previsti investimenti per circa 210 miliardi: “Circa 160 nostri e altri 50 da parte di altri soggetti che coinvestiranno con noi in iniziative comuni”. Investimenti che “andranno nelle reti elettriche, essenziali per la progressiva elettrificazione dei consumi, e nelle rinnovabili, essenziali alla progressiva decarbonizzazione dell'energia elettrica”.

 

Redazione Enel